domenica 11 agosto 2013

XIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

“Anche voi tenetevi pronti”.




Il nostro concetto di sorveglianza è spesso la nozione del servo malvagio della parabola dei talenti, è un'attesa di paura e di odio per il Signore;
La nostra attesa è di rimanere con i fianchi cinti, stare al servizio dei fratelli in modo da piacere al Signore e, d'altra parte, un'attesa di lampade accese. Essere trasformati dalla Parola di Dio, illuminati da Lei prenderemo le decisioni giuste nel servizio agli altri;
Così sono stati coloro che hanno sperimentato la Pasqua, la liberazione dall'Egitto, e abbiamo anche voglia di aspettare come i santi hanno aspettato. Con fede piena, la fede che porta ad atti di gentilezza, di carità vera;
Come ci dice la Lettera agli Ebrei, la fede è camminare nel buio, verso qualcosa che ancora non si vede. Però, per la fede abbiamo già quello che ci è stato promesso. Essere pronti è lo stesso di vivere questa fede, in modo concreto, trasformandola in carità. Così, noi assomigliamoci sempre di più con il Padre, perché Dio è Carità!



martedì 6 agosto 2013

Le suore salviste sono arrivate in Italia

"Dove è la Chiesa c'è un Salvista, e dove non è che si prende là!"
(Regola di vita Salvista)
Il desiderio del cuore del nostro Fondatore P. Gilberto Maria Defina, SJS (discendente di italiani), era che la Chiesa si rende presente in tutte le parti del mondo, dal piccolo al più grande spazio. Così la missione di ogni Salvista consacrato è annunciare con coraggio e tanto amore, la presenza di Dio che agisce attraverso lo Spirito Santo.
A sei anni i sacerdoti e fratelli salvisti sono presenti in Italia a Gizzeria Paese, Diocesi di Lamezia Terme. Ora è venuto anche le sorelle,  formando una grande famiglia della "Lode di Dio", la predicazione e la salvezza che viene da Gesù Cristo, Dio, amore infinito del Padre per ciascuno di noi! Con l'unzione dello Spirito Santo, vogliamo che tutti quelli che tocchiamo sono "bruciati" dal fuoco della Pentecoste. 
Sian lodati Gesù e Maria!

sabato 9 marzo 2013

La quaresima: tempo di conversione!


La Chiesa in questo tempo di Quaresima ci offre una reale opportunità di guardare a noi stessi, al fine di riflettere su come le nostre esperienze quotidiane nell'affrontare la vera immagine di Cristo, che ora cammina verso la croce. Siamo invitati tutti i giorni contemplare il crocifisso e chiedere a Dio che possiamo essere forti e fedeli sufficiente per procedere verso la salvezza. "Oggi la salvezza è giunta a noi!" (cf. Lc 19,5).
Viviamo una Quaresima unica nella storia della Chiesa. Vogliamo farne parte, il corpo mistico di Cristo, nella preghiera. Chiediamo al Signore della messe che mandi operai (Lc 10,2) per fare resa vigna del Signore il centuplo. Vale a dire, che la Chiesa di Cristo è per i nostri tempi, una risposta efficace alle preoccupazioni dell'uomo contemporaneo.
"Dovete cooperare in quell’incarico di cui parla il profeta Isaia nella prima lettura: “Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati” (Is 61,1). È questo il lavoro per la messe nel campo di Dio, nel campo della storia umana: portare agli uomini la luce della verità, liberarli dalla povertà di verità, che è la vera tristezza e la vera povertà dell’uomo" (Omelia del Santo Padre Benedeto XVI 05/02/2011).

venerdì 4 gennaio 2013

Che Natale quest’anno a Gizzeria!


Gizzeria – Davvero bello il Natale della Parrocchia San Giovanni Battista di Gizzeria che, quest’anno, ha visto l’impegno dei tanti giovani dell’Azione Cattolica prestarsi alle manifestazioni a corollario delle classiche cerimonie della notte di Natale. Durante la messa del 24 dicembre, 15 ragazzi circa, preparati con l’aiuto di Padre Sandro, parroco di Gizzeria, hanno portato i doni durante l’offertorio ed hanno rappresentato i pastori, la Maddalena, la Samaritana, l’Emorroissa, Zaccheo, la profetessa Anna, Simeone, Maria e Giuseppe.
Il tema principale di questo frangente è stato la speranza, un tema scaturito dai vari incontri e dal percorso svolto dai ragazzi dell’Azione Cattolica. Ad esempio, la Maddalena raccontava di una vita costellata da maltrattamenti e per questo, voleva dare speranza a tutte le donne vittime di violenza, perché l’amore di Dio non giudica… Insomma, un momento toccante che è entrato nell’animo delle persone che hanno assistito. Un momento di riflessione nella riflessione.
Dopo questo frangente dedicato alla speranza, un altro bellissimo momento è stato quello dedicato all’ingresso in chiesa di Gesù Bambino, anche questo, un frangente della Santa Messa molto curato avvenuto prima della benedizione finale.
Quando Azzurra Aiello ha iniziato a cantare (in latino), i ragazzi del gruppo sono entrati dalla navata centrale della Chiesa, tutti vestiti di bianco, con una candela in mano e con un cartello riportante la scritta “La paura ci rende prigionieri, la speranza può renderci liberi” al termine di questa mini processione è entrato il Bambino, portato da Giuseppe e Maria, impersonati da una giovane coppia gizzerota, Andrea Guadagnolo e la moglie Rosetta con il piccolo figlio Giovanni. Anche questo è stato un momento davvero molto emozionante che rimarrà impresso a lungo nelle menti e nei cuori di chi ha potuto viverlo.
Al termine della Santa Messa il sacerdote, in processione, ha portato il Bambino nel presepe vivente preparato dai ragazzi della Magna Græcia. Una notte di grandi emozioni tra i fedeli e una sentita partecipazione quella dei giovani gizzeroti, impegnati nei canti e nelle raffigurazioni avvenute durante la Santa Messa.
La sera del 25 dicembre, altra occasione di aggregazione, di festa, di unione e partecipazione per tutto il paese che ha assistito, stavolta, al Concerto di Natale dei bambini che si è tenuto in Piazza Monumento, concerto organizzato dai ragazzi del Servizio Civile insieme ad altri giovani del paese. La serata si è aperta con la presentazione del coro dei bambini, preparati ovviamente dal Gruppo Giovani (ACG) della Chiesa San Giovanni Battista che hanno interpretato canzoni in italiano e in inglese, dai brani più tradizionali come “Astro del Ciel” a quelli più moderni come “Scusa Gesù” (la versione italiana di Oh happy day) o “Una stella a Betlemme” dello Zecchino d’Oro.
Tra un brano e l’altro, le esibizioni canore di due giovani promesse gizzerote Azzurra Aiello e Sharon Arcieri che si sono esibite ognuna con un pezzo e infine, insieme, hanno cantato l’ “Halleluja” in duetto. Alla fine dei canti è arrivato Babbo Natale, molto disponibile a farsi fotografare insieme ai giovani di Gizzeria mentre altri   ragazzi distribuivano cioccolata calda, preparata dal Gruppo Giovani dell’Azione Cattolica.



venerdì 28 settembre 2012

17 de settembre, Festa della Madonna della Pentecoste



In questo giorno, si celebra la festa della nostra Patrona, la Madonna della Pentecoste. La nostra Fraternità si rallegra con l'anniversario della fondazione dei nostri istituti dei servi e delle serve di Gesù Salvatore. Abbiamo raggiunto il nostra “maggioranza”, a completare i 18 anni di fondazione.














Abbiamo iniziato i nostri festeggiamenti con la processione ormai tradizionale con l'icona della Madonna per le strade del nostro quartiere. Questo presieduta dal nostro Priore Generale, Padre Leomar Nascimento de Jesus,sgs in presenza di altri sacerdoti salvisti, fratelli e sorelle, i nostri fratelli e laici Del  Ordine Terziario (i Servi Evangelizzatori Del Regno), insieme con i giovani Del movimento gionanile "la Gioventù Salvista".









Dopo la processione, abbiamo iniziato la Messa, in ringraziamento per i nostri 18 anni di storia nella Chiesa. Abbiamo anche celebrato con Padre Fabio Francisco,sgs i suoi 06 anni di ministero sacerdotale.


martedì 7 agosto 2012

Olimpiadi Londra 2012: il riscatto della fede, in un Paese che ha bandito i simboli religiosi

In Gran Bretagna nei luoghi pubblici e sul lavoro è proibito mostrare segni che richiamano la fede professata. Esemplare la vicenda della hostess licenziata perché indossava una croce. Tuttavia, gli atleti impegnati nella rassegna non nascondono l’appartenenza religiosa. Prima e dopo le gare, segni di croce, prostrazioni e preghiere di ringraziamento.


Londra (AsiaNews) - Bandite dalle leggi sul lavoro e dalle norme nazionali nella disciplina dei luoghi pubblici, le religioni e loro simboli sono rientrati a pieno titolo sul suolo britannico durante le Olimpiadi di Londra 2012, entrate nell'ultima settimana di competizioni sportive. Dal centometrista Usain Bolt alla judoka saudita Wojdan Shaherkani, da Maziah Mahusin - prima atleta alla rassegna per il sultanato del Brunei - al fondista di casa Mohamed Farah, fresco vincitore dei 10mila metri, la 30ma edizione ha segnato un riscatto per quanti associano alla competizione agonistica un valore profondo per la fede professata. Che diventa un elemento di forza e concentrazione prima di gareggiare, oppure gesto di ringraziamento dopo un successo atteso per quattro anni e frutto di lunghi e duri allenamenti.
Se ai giochi venisse applicata la legge britannica in materia di lavoro, il re della velocità Usain Bolt - ieri il giamaicano ha bissato il successo olimpico di Pechino 2008 - dovrebbe essere squalificato per il segno di croce e per aver appeso al collo il simbolo religioso più famoso per i cristiani. Un paradosso? Un'esagerazione? Niente affatto, se pensiamo alla vicenda della hostess della compagnia British Airways, licenziata perché indossava una croce. Per la cronaca, la donna ha perso anche la causa in tribunale; per i giudici, simboli e religioni non vanno esibiti - o semplicemente indossati - in nome del "politically correct" che tutti i sudditi della regina devono rispettare.
Un capitolo a parte va dedicato alla prima donna saudita in gara alle Olimpiadi: è la 18 judoka Wojdan Shaherkani, al centro di una vivace polemica fra federazione e delegazione saudita per il tipo di velo che la lottatrice avrebbe dovuto indossare. Per i vertici del judo, il velo tradizionale - l'hijab - poteva mettere a rischio la salute dell'atleta, con rischi di soffocamento. La delegazione di Riyadh sembrava inflessibile, solo il tradizionale velo islamico. Alla fine si è giunti a un accordo e per 82 secondi - tanto il tempo impiegato per venire sconfitta dalla rivale - ha potuto calcare, con una cuffia nera in testa, il palcoscenico olimpico. E, a dispetto dei risultati, si dice pronta a riprendere gli allenamenti in vista di Rio 2016.
Tuttavia, è proprio un campione di casa a riscattare il valore della fede in una nazione che vuole nascondere i simboli religiosi. È il fondista Mohamed Farah (nella foto), che si è aggiudicato i 10mila metri su pista. Al termine della gara, il 29enne l'atleta di origini somale ma cresciuto in Inghilterra - di religione musulmana - si è inginocchiato sulla pista e ha ringraziato Allah per il successo. Un gesto spontaneo, termine ultimo di quattro anni di fatiche e sacrifici. Che, a differenza della hostess della British Airways, non comporterà squalifiche o il ritiro della medaglia olimpica.