sabato 12 ottobre 2013

28 ª Domenica del Tempo Ordinario C.

Nozioni  basiche:
- Rendere grazie a Dio.
- Preghiera – Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia.
- 2 Re 5,14-17, Salmi 97, 2 Tm 2,8-13, Lc. 17, 11-19.

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»

Cari Fratelli e Sorelle,

La lebbra, al tempio di Gesù, non aveva guarigione e nemmeno cura. Diventare lebbroso sarebbe come avere la morte in vita: Prima la morte sociale (non si poteva più convivere con gli altri: famiglia, amici e tutti quanti) e poi, due o tre anni di rallentate sofferenze avviene infatti, la morte fisica Gesù ha compassione di quegli uomini e li guarisce. Però, solo un ritorna per ringraziarlo, ed era uno straniero (non faceva parte del popolo eletto). 

Il ringraziamento del lebbroso guarito, lo porta a riconoscere che Gesù è il Salvatore. Infatti,  la “fede di attesa” e gratitudine apre le porte del suo cuore per adorare Dio e dare gloria al Signore, e così di sperimentare la salvezza. Così come Naamàn, non si  è trasformato solo nel corpo, quando guarito della lebbra, ma diventa un servo di Dio, che vuole offrire sacrifici al Signore. Come ha fatto San  Paolo da persecutore diventa perseguitato e incarcerato a causa di Dio, e canale (mezzo) di salvezza. Anche noi possiamo sempre rendere grazie al Signore, perché Lui ha rivelato ai popoli la Sua giustizia. 

12 ottobre: Nostra Signora Aparecida, Regina del Brasile.

A cosa si deve l’attribuzione del nome di “Aparecida” (Apparsa), all’Immacolata Concezione?

Tutto ebbe inizio nel XVIII secolo, quando alcuni pescatori, che come di consueto gettavano le loro reti nel fiume Paraiba, presso San Paolo, sollevarono, un giorno del 1717, una statua decapitata nel mezzo della loro rete... Lanciando nuovamente il loro arnese, ritirarono la testa della statua. Si accorsero, allora, che si trattava di una Vergine Nera... La leggenda dice che quando i pescatori portarono a terra il suo corpo, poi la testa, la bella siluette della Vergine Aparecida divenne estremamente pesante, tanto che non riuscirono a trascinarla in nessun posto.
A partire da quel momento, nella tradizione brasiliana, la Vergine Aparecida (Apparsa), sotto il nome di Immacolata Concezione, divenne la Santa Madre, patrona delle donne gravide e dei neonati, dei fiumi e del mare, dell’oro, del miele, della bellezza e della seduzione. Lungo gli anni, la devozione alla Vergine della Immacolata Concezione “Aparecida” divenne sempre maggiore, e furono ottenute molte grazie. Nel 1737, il vicario di Guaratinguetà fece costruire una cappella per i fedeli.


Una gigantesca Basilica per la Santa Protettrice del Brasile
Nel 1834, fu iniziata la costruzione di una chiesa più grande, che divenne, più tardi, la “Vecchia Basilica”, quando, nel 1955, furono iniziati i lavori della gigantesca “Basilica nuova”. Nel 1884, per decreto del Vaticano, in occasione della commemorazione del cinquantenario della proclamazione del dogma della Immacolata Concezione, Nossa Signora Aparecida fu incoronata dall’Arcivescovo di San Paolo, alla presenza del Nunzio Apostolico. Nel 1930, il 16 luglio, fu prestato un ulteriore omaggio a Nostra Signora della Concezione Aparecida, che fu solennemente proclamata Santa Patrona del Brasile, alla presenza di tutte le autorità civili e religiose del paese. Quel giorno, il Cardinale Leme, Arcevescovo di Rio de Janeiro, pronunciò la consacrazione del Brasile alla Santa Vergine di Aparecida.
 Sino alla decade del 1950, Aparecida continuò ad essere un piccolo centro, nel quale furono introdotti i così chiamati religiosi Redentoristi, che vi giunsero nel 1893, provenienti da Monaco, in Germania. Questi devoti accettarono l’incombenza di aver cura del santuario di Nostra Signora della Concezione Aparecida, facendone la prima parrocchia redentorista in America Latina. Nella metà del XX secolo, nel 1955, si ebbe la costruzione dell’attuale, immensa, nuova Basilica

Il secondo santuario più frequentato al mondo! 
Papa Francesco con e la statua, luglio 2013. 
La Basilica di Nostra Signora di Aparecida è realmente gigantesca, con il suo campanile di 100 metri di altezza, la cupola di 70 metri di diametro, la nave a forma di croce greca – di 173 metri di lunghezza e 168 di larghezza – vale a dire, con una superficie totale di 18 mila metri quadrati e la capacità di poter accogliere sino a 46 mila fedeli! Per le sue proporzioni, Nostra Signora di Aparecida è la seconda Basilica del mondo, seconda solo alla Basilica di San Pietro, a Roma! Il Papa Giovanni Paolo II le diede il titolo di “Basilica minore”, nel 1980. Acclamata come protettrice del Brasile, Nostra Signora di Aparecida è, in particolare, un luogo di pellegrinaggio scelto dai lavoratori, che vi si dirigono tutti i 7 settembre, in occasione della Festa Nazionale.


Nostra Signora di Aparecida è, anche,  in termini di frequenza, il secondo santuario Mariano del mondo!


27 ª Domenica del Tempo Ordinario C.

Nozioni di base:
- La Fede
 - Preghiera – Effondi su di noi la tua misericordia.
- Ab. 1,2-3, 2,2-4; Salmo 94; 2Tm 2,1,6-8.13-14.

Nota esegetica.
Vangelo - Servi Inutili - acrheios - Nell'Antico Testamento, l'unica volta che compare questa parola è quando David dice che è “inutile” quando rimproverato di  Mikal di danza davanti all'Arca del Patto (2 Samuele 6,22);

“Accresci in noi la fede...”


La fede è mettere la nostra vita in Dio, credendo che la sua sovranità sulla nostra vita è piena, anche davanti ai grossi problemi che abbiamo ad affrontare nella nostra vita. Il Signore ci dice per mezze del Profeta che tra le ansie della vita il giusto vivrà per la sua fede, più precisamente nella traduzione greca della fede, tutto nella vita cristiana deve avere come  criterio di discernimento  la fede. Dobbiamo avere  Dio come centro della nostra vita, perciò davanti a tanti problemi che tolgono la nostra pace, come direbbe San Francesco d'Assisi è perché abbiamo messo questi problemi al posto di Dio e siamo chiamati in modo non vicino al cuore, come a Meriba e piangere, che il Signore ridona il dono della fede che è in noi per mezzo del battesimo.   

giovedì 26 settembre 2013

TRIDUO AI SANTI ARCANGELI

Dal 26 al 28 settembre.

1° Giorno:

A San Michele Arcangelo:
Principe delle schiere celesti, vincitore sul drago infernale, Tu hai ricevuto da Dio la forza ed il potere di annullare con l’umiltà l’arroganza del principe dell’oscurità. Insistentemente Ti supplichiamo affinché possiamo ottenere da Dio un cuore veramente umile, ferma fedeltà nell’adempiere la volontà di Dio e grande fortezza nella povertà. Quando ci presenteremo davanti a Dio per il giudizio, vieni in nostro soccorso affinché non vacilliamo!

2° Giorno:
A San Gabriele Arcangelo:
Angelo dell’Incarnazione, fedele messaggero di Dio, apri le nostre orecchie così che possiamo sentire anche i suggerimenti più lievi ed i richiami della grazia che provengono dall’ amabilissimo cure di Nostro Signore. Ti supplichiamo di rimanere sempre con noi, così che, comprendendo bene la Parola di Dio e la Sua ispirazione, possiamo obbedirgli nell’adempiere docilmente ciò che Dio vuole da noi. Fa’ che possiamo essere sempre pronti e vigili. Possa il Signore, quando vieni, non trovarci addormentati!

3° Giorno:
A San Raffaele Arcangelo:
Tu sei la lancia ed il balsamo del divino amore. Trafiggi il nostro cuore e deposita al suo interno un amore ardente per Dio. Possa questa ferita non rimarginarsi mai affinché ci faccia perseverare giornalmente nel sentiero della carità e dell’amore. Fa’ che possiamo conquistare ogni cosa con l’amore!

Per tutti i giorni:
San Michele Arcangelo, “chi come Dio”       
R./ prega per noi!
San Gabriele Arcangelo, “forza di Dio”        
R./ prega per noi!
San Raffaele Arcangelo, “medicina di Dio” e protettore  dei viaggiatori                                         

R./ prega per noi!


lunedì 23 settembre 2013

La carità non è un semplice assistenzialismo, dice Papa.

Foto: News.Va
“Qui sentiamo in modo forte e concreto che siamo tutti fratelli", afferma il Papa all’inizio del suo discorso, "nessuno qui è migliore dell'altro"."L’unico Padre è il Padre nostro celeste, e l’unico Maestro è Gesù Cristo ... e guardando Gesù si vede che Lui ha scelto la via dell’umiltà e del servizio, la via della carità”.
“La carità non è un semplice assistenzialismo e nemmeno un assistenzialismo per tranquillizzare le coscienze. No, quello non è amore: quello è negozio, eh?, quello è affare. L’amore è gratuito. La carità, l’amore è una scelta di vita, è un modo di essere, di vivere; è la via dell’umiltà e della solidarietà. Non c’è un’altra via, per questo amore”.
Ma non basta guardare a Gesù, dice Papa Francesco, bisogna seguirlo. E qui una raccomandazione forte: “Non possiamo seguire Gesù sulla via della carità se non ci vogliamo bene prima di tutto tra noi. E’ necessario fare le opere di misericordia con misericordia! Le opere di carità con carità”:
“La società italiana oggi ha molto bisogno di speranza, e la Sardegna in modo particolare. Chi ha responsabilità politiche e civili ha il proprio compito, che come cittadini bisogna sostenere in modo attivo. (…) Ma come Chiesa abbiamo tutti una responsabilità forte che è quella di seminare la speranza con opere di solidarietà, sempre cercando di collaborare nel modo migliore con le pubbliche istituzioni, nel rispetto delle rispettive competenze”.
Seguendo Cristo sulla via della carità, è possibile seminare speranza:
“Sapete? A volte si trova anche l’arroganza nel servizio ai poveri! Sono sicuro che voi l’avete vista: quell'arroganza nel servizio a quelli che hanno bisogno del nostro servizio. Alcuni si fanno belli, si riempiono la bocca con i poveri; alcuni strumentalizzano i poveri per interessi personali o del proprio gruppo. Lo so, questo è umano, ma non va bene! Non è di Gesù, questo. E dico di più: questo è peccato! E’ peccato grave, perché è usare i bisognosi, quelli che hanno bisogno, che sono la carne di Gesù, per la mia vanità. Uso Gesù per la mia vanità: e questo è peccato grave! Sarebbe meglio che queste persone rimanessero a casa!”. Alla fine, in un clima di grande gioia, il saluto del Papa personale, affettuoso, con ciascuno dei presenti che parlano con lui e gli consegnano lettere e piccoli doni e ancora un momento di preghiera comune recitata a voce alta da Francesco che conclude con la benedizione. Ma c’è un fuori programma: prima di lasciare la Cattedrale il Papa riceve il saluto e l'abbraccio caloroso delle religiose di tante congregazioni. In particolare alle suore di clausura Francesco dice:

“Voi siete il sostegno della Chiesa, il sostegno spirituale della Chiesa. Andate avanti con questa certezza. Il Signore vi ha chiamate per sostenere la Chiesa, con la preghiera, con la grande preghiera".


XXV DOMENICA DEL T.O - ANNO (C)

Informazioni  basiche:
- Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti;
- Colletta –  amare e servire Dio come unico Signore.
- Letture: Am 8, 4-7; Sl 112; 1 Tm 2,1-8; Lc 16, 1-13

“Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne”.


·       La ricchezza disonesta sono i beni terreni. Questi devono essere usati per fare legami di amicizie verso gli altri;
oppure, devono essere usati per manifestare la carità/l’amore verso  il prossimo.
Sono questi gesti d’amore che diventano per noi cristiani garanzie per entrare nelle dimore eterne, o sia, nel Regno dei Cieli;

·       La scaltrezza dell’amministratore è fare questi legami per mezzo dei beni terreni. Trasportando ciò alla nostra vita, anche noi dobbiamo fare lo stesso: questi beni, se ne abbiamo, dovremmo usarli per i beni degli altri. Spesso, siamo con i nostri cuori attaccati ai questi beni e non riusciamo a mettere in pratica questi gesti di carità. 

Dio, per mezzo del profeta Amos, condannò questo atteggiamento meschino: gli avari vogliono dominare i poveri; per loro, i poveri sono come aggetti ad usare, sono come istruenti della loro cupidigia.


L’oppressione dei poveri  è uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio! Perché Lui ama i poveri e vuole che tutti gli uomini siano salvati. 

Il Papa invita alla preghiera per la pace dopo l'attentato in una chiesa in Pakistan, 81 i morti.

Concludendo la visita a Cagliari, durante l’ultimo incontro con i giovani, informato del grave attentato contro una chiesa in Pakistan, il Papa ha esortato alla preghiera e a percorrere vie di pace. Papa Francesco ha invitato tutti a costruire in prima persona “un mondo migliore e di pace”:
“Oggi in Pakistan, per una scelta sbagliata, di odio, di guerra, è stato fatto un attentato e sono morte 70 persone. Questa strada non va, non serve. Soltanto la strada della pace, che costruisce un mondo migliore. Ma se non lo fate voi, se non lo fate voi, non lo farà un altro, eh? Questo è il problema, e questa è la domanda che io vi lascio: ‘Sono disposto, sono disposta a prendere una strada per costruire un mondo migliore?’. Soltanto quello. E preghiamo un Padre nostro per tutte queste persone che sono morte in questo attentato in Pakistan ...”.
E ha concluso:

“Che la Madonna ci aiuti sempre a lavorare per un mondo migliore, a prendere la strada della costruzione, la strada della pace e mai la strada della distruzione e la strada della guerra”.

Attentato alla chiesa di Peshawar – Pakistan

La comunità cristiana è ancora sotto shock per la strage di ieri a Peshawar, nel nord del Pakistan, dove due attentatori suicidi si sono fatti esplodere all'esterno di una chiesa protestante provocando un centinaio di morti e oltre 130 feriti, alcuni dei quali gravi. Unanime la condanna di leader religiosi - cattolici, protestanti, musulmani - che pregano per le vittime e per i loro familiari. In una nota della Conferenza episcopale (Pcbc), a firma del presidente mons. Joseph Coutts - arcivescovo di Karachi - si esprime una "ferma condanna" nei "termini più forti" per quello che viene definito un "attacco verso uomini, donne e bambini innocenti". In varie città del Paese si sono tenute manifestazioni di protesta contro l'attacco kamikaze, rivendicato dal gruppo estremista islamico Jandullah, già noto in passato per attacchi contro la minoranza sciita e la morte di nove alpinisti stranieri - impegnati nella scalata dell'Himalaya - nel giugno scorso.
Foto di Asia News
Ieri mattina, al termine della funzione domenicale, due kamikaze si sono fatti esplodere nei pressi della chiesa protestante di Tutti i Santi a Kohati Gate, a Peshawar, capitale della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel nord del Pakistan. Lo storico edificio, costruito nel 1883 prendendo spunto dalle moschee, è rivolto verso la Mecca e costituisce un edificio simbolo del tentativo di pace, armonia e convivenza pacifica fra la maggioranza musulmana e la minoranza cristiana. Al momento dell'attacco - favorito dalle scarse misure di sicurezza predisposte dalle autorità locali, nonostante l'edificio sorga in quella che viene considerata la "zona rossa" - erano presenti almeno 600 persone.
Nel suo messaggio il presidente dei vescovi pakistani parla di gesto "vergognoso e codardo" ed esprime dolore per la predita di "così tante vite innocenti" e "solidarietà" alle famiglie. Il prelato annuncia inoltre la chiusura di tutti gli istituti educativi cristiani dal 23 al 25 settembre "in segno di lutto e protesta". Mons. Coutts invoca inoltre "speciali preghiere" per "quanti sono stati martirizzati e i feriti", lanciando al contempo un appello all'intera comunità cristiana perché "mantenga la calma ed eviti gesti violenti". Egli si rivolge infine al governo, perché "prenda tutte le misure necessarie per catturare i responsabili" e misure urgenti per "proteggere i luoghi di culto delle minoranze religiose" contro attacchi che hanno raggiunto "proporzioni allarmanti".
Solidarietà e condanna viene espressa anche da altri leader cristiani e musulmani. Il vescovo di Islamabad/Rawalpindi mons. Rufin Anthony parla di "evento terribile" per un Paese "piagato dal terrorismo". "Le minoranze vivono in condizioni di insicurezza a causa delle politiche governative" aggiunge il prelato, che invita i cristiani "a protestare in modo pacifico e a non provocare incidenti" a fronte di un momento in cui è "necessaria la massima unità". Oggi, fra l'altro, gli attivisti di Apma - come annunciato ieri da Paul Bhatti ad AsiaNews - terranno un'imponente (ma pacifica) manifestazione a Islamabad.
Cordoglio viene espresso da Maulana Tahir Ashrafi, presidente del Consiglio degli ulema, il quale sottolinea la vicinanza "ai nostri fratelli e sorelle cristiani". "È vergognoso che il governo - aggiunge il leader musulmano - non riesca a proteggere le minoranze in Pakistan", la cui Costituzione prevede "la tutela dei loro diritti". "Chiediamo - conclude - che le minoranze siano protette". Di scena "devastante" parla infine p. Chand Gill, sacerdote a Peshawar, la cui parrocchia si trova poco distante dalla zona dell'attentato. "L'ondata di violenze e terrorismo - aggiunge - cresce inarrestabile".  
Con più di 180 milioni di abitanti (di cui il 97% professa l'islam), il Pakistan è la sesta nazione più popolosa al mondo ed è il secondo fra i Paesi musulmani dopo l'Indonesia. Circa l'80% è musulmano sunnita, mentre gli sciiti sono il 20% del totale. Vi sono inoltre presenze di indù (1,85%), cristiani (1,6%) e sikh (0,04%). Le violenze contro le minoranze etniche o religiose si verificano in tutto il territorio nazionale, in particolare i cristiani da tempo obiettivo dei fondamentalisti islamici. Decine gli episodi di violenze, fra attacchi mirati contro intere comunità - come avvenuto a Gojra nel 2009 o alla Joseph Colony di Lahore nel marzo scorso - o abusi contro singoli individui, spesso perpetrati col pretesto delle leggi sulla blasfemia che finiscono per colpire vittime innocenti (ultimo il caso della minorenne cristiana Rimsha Masih).

Il nuovo Prefetto della Congregazione del Clero: Monsignor Beniamino Stella

Mons. Beniamino Stella.
Quella di oggi è stata una giornata significativa nella ridefinizione della “squadra di governo” della Curia di Roma. Sono in totale sette le nomine effettuate da papa Francesco nell’ambito dei Dicasteri Vaticani, cui si aggiungono le designazioni di due nuovi nunzi apostolici.
Il primo cambiamento in Curia si registra con la rinuncia, per raggiunti limiti di età, del Penitenziere Maggiore, il cardinale Manuel Monteiro de Castro, cui succede il cardinale Mauro Piacenza, finora prefetto della Congregazione per il Clero.
Nell’ambito della Congregazione del Clero, il nuovo Prefetto sarà monsignor Beniamino Stella, arcivescovo titolare di Midila, finora presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica; confermato invece, per la medesima Congregazione, monsignor Celso Morga Iruzubieta, arcivescovo titolare di Alba Marittima; segretario per i Seminari sarà invece monsignor Jorge Carlos Patrón Wong, finora vescovo di Papantla, che è stato elevato alla dignità di arcivescovo.
Per quanto riguarda la Congregazione per la Dottrina della Fede, il Santo Padre ha nominato monsignor Joseph Augustine Di Noia (Arcivescovo titolare di Oregon City, finora Vice Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei") in qualità di Segretario Aggiunto, e monsignor Giuseppe Sciacca, vescovo titolare di Fondi e Segretario Aggiunto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, in qualità di Consultore. Nella stessa Congregazione, il Papa ha confermato: monsignor Gerhard Ludwig Müller, arcivescovo emerito di Regensburg, in qualità di Prefetto;  monsignor Luis Francisco Ladaria Ferrer, arcivescovo titolare di Tibica, in qualità di Segretario.
Nella Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Pontefice ha confermato Prefetto il cardinale Fernando Filoni; Segretario monsignor Savio Hon Tai-Fai, Arcivescovo titolare di Sila; Segretario Aggiunto monsignor Protase Rugambwa, Arcivescovo-Vescovo emerito di Kigoma; ha inoltre confermato i Membri ed i Consultori.
Nuovo Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi è monsignor Lorenzo Baldisseri, Arcivescovo titolare di Diocleziana, finora Segretario della Congregazione per i Vescovi.
Nuovo Nunzio Apostolico e Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica è monsignor Giampiero Gloder, Consigliere di Nunziatura, Capo Ufficio con incarichi speciali nella Segreteria di Stato, che il Papa ha elevato ad arcivescovo con titolarità della sede di Telde.
Nuovo Nunzio Apostolico in Germania, sarà monsignor Nikola Eterović, Arcivescovo titolare di Cibele, finora Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
Nuovo Nunzio Apostolico in Sierra Leone sarà monsignor Miroslaw Adamczyk, Arcivescovo titolare di Otricoli, Nunzio Apostolico in Liberia e in Gambia.
Il Santo Padre ha infine nominato Delegato della Sezione Ordinaria dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, monsignor Mauro Rivella, del Clero dell’arcidiocesi di Torino.


 (Zenit.org

A SAN MICHELE ARCANGELO

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti su di lui il suo dominio, preghiamo supplichevoli: e tu, o Principe della milizia celeste, col divino potere  ricaccia nell'inferno Satana  e gli altri spiriti maligni che si aggirano  per il mondo per perdere le anime. Amen.

San Michele Arcangelo, “chi come Dio” 
R./ prega per noi!
San Gabriele Arcangelo, “forza di Dio”  
R./ prega per noi!
San Raffaele Arcangelo, “medicina di Dio” e protettore dei viaggiatori.     

R./ prega per noi!


domenica 22 settembre 2013

PREGHIERA PER LE VOCAZIONI SALVISTE

Padre Santo, contempliamo le spighe che biondeggiano nei campi e sono pronte per la mietitura, e noi, obbedienti alla Parola del Figlio Tuo, ti supplichiamo di fare dono, alla nostra Fraternità, di numerose e sante vocazioni. Suscita o Padre, servi e serve di Gesù Salvatore, laici, religiosi, religiose e sacerdoti secondo il tuo cuore, affinché siano una Lode a Dio con la loro vita, annunciatori credibili del Vangelo,  capaci di celebrare con splendore il Mistero Pasquale  nella grazia dell’effusione del Tuo Spirito e di spendersi senza riserve per la santità di ogni persona umana e per l’edificazione della Chiesa.  Amen.




PREGHIERA ALLA PROVVIDENZA SANTISSIMA

Provvidenza santissima dell’Eterno, Onnipotente e misericordiosissimo Dio, che a tutto hai provveduto e provvederai per il nostro bene: provvedi Tu, a tutti nostri bisogni, così credo, così spero, sia fatta sempre la tua santissima volontà. Amen.


giovedì 15 agosto 2013

Solennità dell'Assunzione di Maria Santissima

“L’ANIMA MIA MAGNIFICA IL SIGNORE...”



Cari Fratelli e Sorele,
Celebriamo oggi la Solennità della Madonna Assunta.
Maria Immacolata non poteva conoscere la corruzione della morte a causa del peccato, lei riesce davvero magnificare il Dio della giustizia e della misericordia.
Dio vuole condurre il suo popolo, cioè la sua Chiesa, alla piena comunione con Lui. La sua Chiesa viene rappresentata dalla “donna vestita di sole”. In Maria abbiamo la figura della Chiesa, che cammina verso Dio.
Così ci rendiamo conto dell'importanza di questa Solennità  che oggi celebriamo. Noi come cattolici ci salveremo come Chiesa. Appartenente ad una comunità. Quindi, la nostra salvezza è al livello comunitario. Nessuno se  salverà senza vivere la carità con i fratelli nella fede!
Maria ci mostra la strada da percorrere, la strada dell'umiltà. Solo chi si fida veramente a Dio, per mezzo di vera umiltà, può arrivare fino al cielo.
Se Gesù è la primizia della risurrezione, Lo segue la sua madre, e dopo di lei, anche noi. Questo è il nostro futuro.
Ora, ecco la Regina alla destra del Re eterno, quindi dovremmo cercare le cose di lassù per essere accanto a  loro per sempre.


domenica 11 agosto 2013

XIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

“Anche voi tenetevi pronti”.




Il nostro concetto di sorveglianza è spesso la nozione del servo malvagio della parabola dei talenti, è un'attesa di paura e di odio per il Signore;
La nostra attesa è di rimanere con i fianchi cinti, stare al servizio dei fratelli in modo da piacere al Signore e, d'altra parte, un'attesa di lampade accese. Essere trasformati dalla Parola di Dio, illuminati da Lei prenderemo le decisioni giuste nel servizio agli altri;
Così sono stati coloro che hanno sperimentato la Pasqua, la liberazione dall'Egitto, e abbiamo anche voglia di aspettare come i santi hanno aspettato. Con fede piena, la fede che porta ad atti di gentilezza, di carità vera;
Come ci dice la Lettera agli Ebrei, la fede è camminare nel buio, verso qualcosa che ancora non si vede. Però, per la fede abbiamo già quello che ci è stato promesso. Essere pronti è lo stesso di vivere questa fede, in modo concreto, trasformandola in carità. Così, noi assomigliamoci sempre di più con il Padre, perché Dio è Carità!



martedì 6 agosto 2013

Le suore salviste sono arrivate in Italia

"Dove è la Chiesa c'è un Salvista, e dove non è che si prende là!"
(Regola di vita Salvista)
Il desiderio del cuore del nostro Fondatore P. Gilberto Maria Defina, SJS (discendente di italiani), era che la Chiesa si rende presente in tutte le parti del mondo, dal piccolo al più grande spazio. Così la missione di ogni Salvista consacrato è annunciare con coraggio e tanto amore, la presenza di Dio che agisce attraverso lo Spirito Santo.
A sei anni i sacerdoti e fratelli salvisti sono presenti in Italia a Gizzeria Paese, Diocesi di Lamezia Terme. Ora è venuto anche le sorelle,  formando una grande famiglia della "Lode di Dio", la predicazione e la salvezza che viene da Gesù Cristo, Dio, amore infinito del Padre per ciascuno di noi! Con l'unzione dello Spirito Santo, vogliamo che tutti quelli che tocchiamo sono "bruciati" dal fuoco della Pentecoste. 
Sian lodati Gesù e Maria!

sabato 9 marzo 2013

La quaresima: tempo di conversione!


La Chiesa in questo tempo di Quaresima ci offre una reale opportunità di guardare a noi stessi, al fine di riflettere su come le nostre esperienze quotidiane nell'affrontare la vera immagine di Cristo, che ora cammina verso la croce. Siamo invitati tutti i giorni contemplare il crocifisso e chiedere a Dio che possiamo essere forti e fedeli sufficiente per procedere verso la salvezza. "Oggi la salvezza è giunta a noi!" (cf. Lc 19,5).
Viviamo una Quaresima unica nella storia della Chiesa. Vogliamo farne parte, il corpo mistico di Cristo, nella preghiera. Chiediamo al Signore della messe che mandi operai (Lc 10,2) per fare resa vigna del Signore il centuplo. Vale a dire, che la Chiesa di Cristo è per i nostri tempi, una risposta efficace alle preoccupazioni dell'uomo contemporaneo.
"Dovete cooperare in quell’incarico di cui parla il profeta Isaia nella prima lettura: “Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati” (Is 61,1). È questo il lavoro per la messe nel campo di Dio, nel campo della storia umana: portare agli uomini la luce della verità, liberarli dalla povertà di verità, che è la vera tristezza e la vera povertà dell’uomo" (Omelia del Santo Padre Benedeto XVI 05/02/2011).

venerdì 4 gennaio 2013

Che Natale quest’anno a Gizzeria!


Gizzeria – Davvero bello il Natale della Parrocchia San Giovanni Battista di Gizzeria che, quest’anno, ha visto l’impegno dei tanti giovani dell’Azione Cattolica prestarsi alle manifestazioni a corollario delle classiche cerimonie della notte di Natale. Durante la messa del 24 dicembre, 15 ragazzi circa, preparati con l’aiuto di Padre Sandro, parroco di Gizzeria, hanno portato i doni durante l’offertorio ed hanno rappresentato i pastori, la Maddalena, la Samaritana, l’Emorroissa, Zaccheo, la profetessa Anna, Simeone, Maria e Giuseppe.
Il tema principale di questo frangente è stato la speranza, un tema scaturito dai vari incontri e dal percorso svolto dai ragazzi dell’Azione Cattolica. Ad esempio, la Maddalena raccontava di una vita costellata da maltrattamenti e per questo, voleva dare speranza a tutte le donne vittime di violenza, perché l’amore di Dio non giudica… Insomma, un momento toccante che è entrato nell’animo delle persone che hanno assistito. Un momento di riflessione nella riflessione.
Dopo questo frangente dedicato alla speranza, un altro bellissimo momento è stato quello dedicato all’ingresso in chiesa di Gesù Bambino, anche questo, un frangente della Santa Messa molto curato avvenuto prima della benedizione finale.
Quando Azzurra Aiello ha iniziato a cantare (in latino), i ragazzi del gruppo sono entrati dalla navata centrale della Chiesa, tutti vestiti di bianco, con una candela in mano e con un cartello riportante la scritta “La paura ci rende prigionieri, la speranza può renderci liberi” al termine di questa mini processione è entrato il Bambino, portato da Giuseppe e Maria, impersonati da una giovane coppia gizzerota, Andrea Guadagnolo e la moglie Rosetta con il piccolo figlio Giovanni. Anche questo è stato un momento davvero molto emozionante che rimarrà impresso a lungo nelle menti e nei cuori di chi ha potuto viverlo.
Al termine della Santa Messa il sacerdote, in processione, ha portato il Bambino nel presepe vivente preparato dai ragazzi della Magna Græcia. Una notte di grandi emozioni tra i fedeli e una sentita partecipazione quella dei giovani gizzeroti, impegnati nei canti e nelle raffigurazioni avvenute durante la Santa Messa.
La sera del 25 dicembre, altra occasione di aggregazione, di festa, di unione e partecipazione per tutto il paese che ha assistito, stavolta, al Concerto di Natale dei bambini che si è tenuto in Piazza Monumento, concerto organizzato dai ragazzi del Servizio Civile insieme ad altri giovani del paese. La serata si è aperta con la presentazione del coro dei bambini, preparati ovviamente dal Gruppo Giovani (ACG) della Chiesa San Giovanni Battista che hanno interpretato canzoni in italiano e in inglese, dai brani più tradizionali come “Astro del Ciel” a quelli più moderni come “Scusa Gesù” (la versione italiana di Oh happy day) o “Una stella a Betlemme” dello Zecchino d’Oro.
Tra un brano e l’altro, le esibizioni canore di due giovani promesse gizzerote Azzurra Aiello e Sharon Arcieri che si sono esibite ognuna con un pezzo e infine, insieme, hanno cantato l’ “Halleluja” in duetto. Alla fine dei canti è arrivato Babbo Natale, molto disponibile a farsi fotografare insieme ai giovani di Gizzeria mentre altri   ragazzi distribuivano cioccolata calda, preparata dal Gruppo Giovani dell’Azione Cattolica.



venerdì 28 settembre 2012

17 de settembre, Festa della Madonna della Pentecoste



In questo giorno, si celebra la festa della nostra Patrona, la Madonna della Pentecoste. La nostra Fraternità si rallegra con l'anniversario della fondazione dei nostri istituti dei servi e delle serve di Gesù Salvatore. Abbiamo raggiunto il nostra “maggioranza”, a completare i 18 anni di fondazione.














Abbiamo iniziato i nostri festeggiamenti con la processione ormai tradizionale con l'icona della Madonna per le strade del nostro quartiere. Questo presieduta dal nostro Priore Generale, Padre Leomar Nascimento de Jesus,sgs in presenza di altri sacerdoti salvisti, fratelli e sorelle, i nostri fratelli e laici Del  Ordine Terziario (i Servi Evangelizzatori Del Regno), insieme con i giovani Del movimento gionanile "la Gioventù Salvista".









Dopo la processione, abbiamo iniziato la Messa, in ringraziamento per i nostri 18 anni di storia nella Chiesa. Abbiamo anche celebrato con Padre Fabio Francisco,sgs i suoi 06 anni di ministero sacerdotale.


martedì 7 agosto 2012

Olimpiadi Londra 2012: il riscatto della fede, in un Paese che ha bandito i simboli religiosi

In Gran Bretagna nei luoghi pubblici e sul lavoro è proibito mostrare segni che richiamano la fede professata. Esemplare la vicenda della hostess licenziata perché indossava una croce. Tuttavia, gli atleti impegnati nella rassegna non nascondono l’appartenenza religiosa. Prima e dopo le gare, segni di croce, prostrazioni e preghiere di ringraziamento.


Londra (AsiaNews) - Bandite dalle leggi sul lavoro e dalle norme nazionali nella disciplina dei luoghi pubblici, le religioni e loro simboli sono rientrati a pieno titolo sul suolo britannico durante le Olimpiadi di Londra 2012, entrate nell'ultima settimana di competizioni sportive. Dal centometrista Usain Bolt alla judoka saudita Wojdan Shaherkani, da Maziah Mahusin - prima atleta alla rassegna per il sultanato del Brunei - al fondista di casa Mohamed Farah, fresco vincitore dei 10mila metri, la 30ma edizione ha segnato un riscatto per quanti associano alla competizione agonistica un valore profondo per la fede professata. Che diventa un elemento di forza e concentrazione prima di gareggiare, oppure gesto di ringraziamento dopo un successo atteso per quattro anni e frutto di lunghi e duri allenamenti.
Se ai giochi venisse applicata la legge britannica in materia di lavoro, il re della velocità Usain Bolt - ieri il giamaicano ha bissato il successo olimpico di Pechino 2008 - dovrebbe essere squalificato per il segno di croce e per aver appeso al collo il simbolo religioso più famoso per i cristiani. Un paradosso? Un'esagerazione? Niente affatto, se pensiamo alla vicenda della hostess della compagnia British Airways, licenziata perché indossava una croce. Per la cronaca, la donna ha perso anche la causa in tribunale; per i giudici, simboli e religioni non vanno esibiti - o semplicemente indossati - in nome del "politically correct" che tutti i sudditi della regina devono rispettare.
Un capitolo a parte va dedicato alla prima donna saudita in gara alle Olimpiadi: è la 18 judoka Wojdan Shaherkani, al centro di una vivace polemica fra federazione e delegazione saudita per il tipo di velo che la lottatrice avrebbe dovuto indossare. Per i vertici del judo, il velo tradizionale - l'hijab - poteva mettere a rischio la salute dell'atleta, con rischi di soffocamento. La delegazione di Riyadh sembrava inflessibile, solo il tradizionale velo islamico. Alla fine si è giunti a un accordo e per 82 secondi - tanto il tempo impiegato per venire sconfitta dalla rivale - ha potuto calcare, con una cuffia nera in testa, il palcoscenico olimpico. E, a dispetto dei risultati, si dice pronta a riprendere gli allenamenti in vista di Rio 2016.
Tuttavia, è proprio un campione di casa a riscattare il valore della fede in una nazione che vuole nascondere i simboli religiosi. È il fondista Mohamed Farah (nella foto), che si è aggiudicato i 10mila metri su pista. Al termine della gara, il 29enne l'atleta di origini somale ma cresciuto in Inghilterra - di religione musulmana - si è inginocchiato sulla pista e ha ringraziato Allah per il successo. Un gesto spontaneo, termine ultimo di quattro anni di fatiche e sacrifici. Che, a differenza della hostess della British Airways, non comporterà squalifiche o il ritiro della medaglia olimpica.